MAKAKOTEAM

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martedì 31 luglio 2018

DOMENICA 5 AGOSTO:GRANFONDO MILANO PRIVATE EDITION MAKAKOTEAM



Eccoci makaki all'appuntamento della settimana che inaugura questo mese d'agosto.Come ben sapete il 9 settembre si correra' la seconda edizione della Granfondo Milano che per l'occasione ha ricambiato il percorso rispetto al 2017.
Noi del Makakoteam abbiamo deciso di provare il percorso interessante per darvi le nostre impressioni e per chi la fara' di capire come interpretarla.
Rispetto al percorso ufficiale che partira' da Sesto san Giovanni noi partiremo come sempre dalla Villa.
La via per raggiungere le prime colline sarà veloce, lungo le arterie che costeggiano il Parco di Monza e che si prestano alle alte velocità, fino a Carate Brianza, quando dalle strade più larghe ci si infilerà nei nastri di asfalto morbidi che si dipanano nella zona: un su e giù continuo, dove la pianura trova poco spazio e gli strappi continui la fanno da padrone, con strade vallonate capaci di tenere unita tutta la Brianza più operosa e industriale. Il gruppo, ancora compatto, punterà poi verso l’attacco della salita di Colle Brianza, dalla rotonda di Dolzago: una ascesa tutta pedalabile – ostica solo nel suo tratto iniziale – dove i passisti potranno difendersi. Una volta in cima, poi, il tempo per tirare il fiato lungo la discesa sarà poco. Al termine della stessa il bivio dividerà i due percorsi: i granfondisti attaccheranno la salita che da Santa Maria Hoè porta a Giovenzana; una salita breve e “maledetta”, con pendenze che superano la doppia cifra decimale e dove nessuno potrà più nascondersi.

Una salita che farà selezione, così come la discesa successiva. La carovana punterà poi verso Galbiate, il punto più a nord di tutta la Granfondo Continental Milano, per poi scendere nuovamente verso sud costeggiando il lago di Oggiono alla volta della terza salita, quella dolce che porta a Ello. I corridori del percorso lungo scaleranno nuovamente il Colle Brianza – dove la Granfondo e la Mediofondo si ricongiungeranno in un unico percorso – per poi ridiscendere verso Santa Maria Hoè. Da lì il gruppo si porterà nella zona del Parco del Curone, una delle aree più autentiche e meno edulcorate della Brianza agricola, dove le strade si stringono e la magia del ciclismo si mischia all’autenticità della natura.
un percorso che sulla carta sembra facile ma sara' parecchio insidioso con una Brianza che rimane sempre nervosa e le salite se pur brevi hanno sempre dei piccoli prezzi a doppia cifra

Arriveremo a  Monza per concludere questo percorso di circa 130 km con 1600 mt di dislivello.





INFO UTILI
PARTENZA CAPOLINEA ORE 7:00
PARTENZA VILLA REALE ORE 7:30
CHILOMETRI 130 CIRCA
DISLIVELLO 1685 MT
RIENTRO PREVISTO 13 MAX

VI ASPETTIAMO


domenica 29 luglio 2018

LE ULTIME PILLOLE DI LUGLIO

L’ultima domenica di luglio ci ha regalato una splendida giornata con grandi avventure 
Continua la campagna valtellinese per Diego e company
Rientro in gruppo del nostro Chiollo sulle strade brianzole
I soliti Igno impegnati in terra bergamasca 
Colli sulle strade svizzere del San Gottardo 
Michele e Simone sfidano il Passo San Marco
Un Vaporetto ben nutrito sulle rampe del Ghisallo 














I MIEI ITINERARI A VIESTE E DINTORNI

Eccoci a raccontare le mie avventure nel Gargano  nel mio periodo di ferie di due settimane.
Come ogni anno prima di partire per le mie vacanze cerco di prepararmi sui percorsi che potrei affrontare in terra sconosciuta per riuscire a conciliare vacanze-bici e famiglia.Da come mi hanno raccontato il Gargano e' abbastanza insidioso in quanto i continui saliscendi e sopratutto la Foresta -umbra sono belle gatte da pelare:e cosi una volta sistemato in un campeggio tra Peschici e Vieste comincio a perlustrare la zona.
Il primo giorno faccio un classico Vieste-Peschici dalla litoranea resa famosa nel 2017 per il passaggio del Giro d'Italia



un bel percorso abbastanza corto ma con continui saliscendi,la parte della litoranea offre panorami spettacolari e la salita di Peschici e' corta ma tosta e ti lascia respirare aria di Giro grazie ancora alle scritte per terra che incitano i corridori.
Il secondo giorno decido di avventurarmi nella Foresta umbra ma andando verso Mattinata,un silenzio surreale e l'assenza di auto rende piacevole la continua salita che porta in cima ad un bivio dove piacendomi le strade nuove decido  di buttarmi dalla discesa che con sorpresa mi porta alla fine della salita di Coppa Tecla.
Riprendo la statale per raggiungere la deviazione di Pugnochiuso e opto per fare la parte della litoranea vecchia e vi diro' li oltre ad essere un continuo cambi di pendenze lo scenario e' spettacolare

le cicale e la completa assenza di auto fanno il resto e il rientro a Vieste dopo circa 70 km e' comunque impegnativo



il terzo giorno decido di mollare un attimo e scarico facendo la Vieste-Peschici al contrario


ed eccoci finalmente ad una tappa un po' piu' impegnativa che mi porta ad affrontare la temutissima Foresta Umbra.
L'ascesa verso la vetta inizia all'imbocco della statale e per circa 20 km si sale costanti al 5%-6% per arrivare agli ultimi tornanti dove le pendenze si fanno piu' interessanti.Se la si fa per la prima volta risulta interminabile e buia,la temperatura alle prime ore del mattino e' freschina ma vi assicuro che il tasso di umidita' vi portera' a sudare abbastanza
Giunti in cima si svolta a sinistra e comincia la discesa verso Vico Del Gargano,un bel paesino collocato in cima che svetta sulla litoranea e ti lascia intravedere Peschici in lontananza.
Nello scendere decido di prendere una scorciatoia che ti fa arrivare a Peschici evitando il traffico ma attenzione al fondo sconnesso e a qualche cane  randagio che non promette bene.


il ritorno verso Vieste e' comunque come sempre allegro ma c'e' sempre tempo per fare qualche foto

nel frattempo tra un uscita e un altre la mia piccola decide di chiamare la bici del papa':Gufetta
ed eccoci al giorno di relax e tra una nuotata e l'altra scopro su Strava che il club PedalandoilGargano offre spunti per giri carini e cosi' decido di copiare il giorno successivo il giro che sempre da Vieste ti porta a Vico passando per Peschici,Rodi,la salita di Ischitella e rispetto al giro precedente questa volta la Foresta Umbra la si fa al contario dove risulta piu' leggera con una bella discesa che ci riporta alla base.



nel frattempo vengo contattato su Strava da un certo Raffaele che vedendomi attivo su questi percorsi mi propone di fare insieme Monte sant'Angelo.
Allora decido di incontrarlo il giorno successivo a Peschici per conoscerci e programmare l'uscita.
Nell'occasione ci facciamo anche un bel giretto nei dintorni senza strafare ma scambiandoci diverse opinioni su questo bellissimo sport.



Nel frattempo una settimana e' gia' volata e alla domenica visto il traffico dei turisti decido di concedermi un giro breve per fare qualche foto a Vieste e dintorni in quanto il martedi successivo abbiamo previsto il giro lungo con Raffaele per Monte Sant'Angelo




ed eccoci alla tappa piu' impegnativa della mia campagna in Puglia.
Partiamo alle 7 da Vieste e affrontiamo la Foresta Umbra e una volta giunti in cima questa volta si gira a sinistra per Monte Sant'Angelo
Monte Sant’Angelo è conosciuta in tutto il mondo per la sua storia religiosa, divenendo meta d’obbligo nei pellegrinaggi micaelici. Santi, imperatori, papi, re o semplici fedeli sono giunti fin qui per inginocchiarsi davanti all’altare dell’Arcangelo Michele.
Il centro abitato è il più elevato del Gargano (843 m.) ed è situato in una mirabile posizione panoramica su uno sperone a sud del promontorio, con vista mozzafiato aperta ad ovest sul Tavoliere e a sud sul golfo di Manfredonia.
Sede del Parco Nazionale del Gargano e Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, la vita della cittadina è concentrata intorno al Santuario di San Michele Arcangelo, realizzato tra il V-VI secolo quando, secondo la tradizione, sarebbero avvenute le apparizioni dell’arcangelo in una grotta. I Longobardi, che in quel periodo dominavano nell’Italia meridionale, ne fecero il loro santuario nazionale. In breve tempo divenne un centro rinomato in tutta la Cristianità e meta obbligata, non solo per i pellegrini di tutta Europa, ma anche per i Crociati in partenza per Gerusalemme.
Prima di arrivare comunque ai piedi della salita ci sono ben 20 km belli allegri con continui saliscendi e poi una discesa tecnica che ci porta ad affrontare l'ascesa dalla parte piu' facile


giunti in vetta ci facciamo una bella foto e consapevoli che il ritorno non sara' dei piu' facili affrontiamo la lunga discesa che ci porta a Mattinata e ci offre uno scenario stupendo che si affaccia sul golfo di Manfredonia


il ritorno come citato prima non e' dei piu' facili perche' il vento e i continui su e giu' della litoranea cominciano ad appesantire le gambe e cosi' in tranquillita' senza strafare ci avviciniamo a Vieste
dopo ben 130 km con circa 2500 metri di dislivello:alla faccia che al sud non ci sono salite
Raffaele di Rovigo nonostante la sua precaria preparazione porta a termine il giro felicissimo e appagato per l'ottima perfomance e sopratutto per la compagnia che ha reso piacevole questo bellissimo giro



la fine della vacanza sta arrivando alla fine ma voglio godermi ancora queste splendide mattine e il giorno successivo ripropongo ancora il classico Vieste-Peschci e incontro sulla strada un ragazzo di Bologna anche lui in villeggiatura che mi tira il collo e invece di fare scarico ci do dentro di brutto per stargli a ruota.


la volglia di uscire e' sempre tanta cosi come penultimo giorno decido di inventarmi qualcosa e con inconsapevolezza mi inoltro in strade inedite e vi diro' in ottimo stato,muri da 20% mi si presentano qua e la e mi trovo  a ridosso di Peschici.
L'obbiettivo della giornata oltre all'ignoranza del tour e' la famosissima spiaggia Zaiana

La spiaggia, situata a 5 chilometri da Peschici nella rinomata ed esclusiva Baia Zaiana, nel cuore del Gargano è attrezzata per tutte le necessità: ombrelloni, lettini particolari ecc... è raggiungibile attraverso un sentiero naturale tra le rocce; Zaiana è tra le più selvagge e incontaminate spiagge del Territorio di Peschici, tranquilla di giorno e festosa di notte...


ed eccoci all'ultimo giorno,parto alle 6 dal mio campeggio e davanti a me intravedo tre impavidi ciclisti che anch'essi affrontano la salita della Foresta Umbra,mi avvicino e finalmente conosco i ragazzi del club PedalandoilGargano che mi ospitano per la loro girata e salendo mi svelano alcune chicche del posto e tra un colpo di pedale e un altro raggiugiamo Vico del Gargano.
Antonio,Matteo e il padovano Salivan sono persone squisite e lo stesso Matteo offre a tutti la colazione in un carino bar del centro abitato.
Io e Salivan vorremmo scendere per Peschici ma i ragazzi del posto ci dicono che e' meglio scendere ancora dalla Foresta per evitare il traffico(quale ???) e il caldo.
Antonio e Matteo sulle rampe della foresta si divertono un po' e anche loro dopo avermi lasciato davanti a fare il ritmo mi danno tre colpi di pedale e mi lasciano sul posto,alla faccia che al sud non vanno.
L'accoglienza dei ragazzi e' come se fossi uscito sempre con loro e mi rinnovano l'invito per l'anno prossimo


alla fine di queste due settimane segno circa 700 km e torno a casa triste ma nello stesso motivato e con la promessa che per l'anno prossimo potrei ancora tornare in questa bellissima zona dell'Italia


lunedì 23 luglio 2018

LA GRANDE COALIZIONE


Ieri è stata una grande giornata per i ragazzi del Makakoteam;Vaporetto,igno e altri ospiti hanno onorato l’appuntamento per la scalata del Nivolet.
80 km di puro divertimento dove tutti i ragazzi hanno potuto ammirare la bellezza di questa bellissima salita.

venerdì 13 luglio 2018

UN SUCCESSO IL RICORDO PER MAURIZIO

Come tutti gli anni il ricordo per Maurizio ha suscitato la grande presenza di tanti makaki e non solo sulla salita dell'Alpe del vicere'.Nonostante l'infrasettimana e l'orario una cinquantina di atleti hanno voluto onorare questo evento giunto ormai alla terza edizione.
Come sempre anche se la cronoscalata e' fatta per pura amicizia lo spirito di competizione rimane alto e tutti cercano di far meglio per mettere la ruota davanti al proprio compagno di squadra
per tanti e' la gara dell'anno per poter prendere in giro il collega per altri e' solo la voglia di giungere in alto per gustarsi il mega ristoro del Casati senior
alla fine tutti rimangono contenti e la famiglia di Maurizio come tutti gli anni ci tiene a ringraziare di persona ogni partecipante che ha reso onore alla manifestazione.
ecco la classifica finale per ordine d'arrivo 

il video della manifestazione


mercoledì 11 luglio 2018

STEFANO L.A.:IL SUO EVERESTING

Ecco il cortometraggio che racconta l'esperienza del nostro amico Stefano e del suo Everesting fatto l'anno scorso sul Ghisallo

martedì 10 luglio 2018

IL MIO DOPPIO STELVIO

Un' idea nata per caso ma grazie all'iscrizione alla Re Stelvio mi ha fatto venire il "tarlo" di scalare nella stessa giornata il Passo dello Stelvio da entrambi i lati.
Questo passo raggiunge quota 2758 metri e collega la Lombardia,l'Alto Adige e la Svizzera attraverso i tre versanti dai quali si puo' salire o scendere.
Qui ogni ciclista sa che questa e' la storia del ciclismo antico e moderno fatto di sacrifici e pazzie.Nel 1953 Fausto Coppi scrisse la storia del giro d'Italia dove raggiunse lo svizzero Koblet,lo stacco' e ando' a conquistare la maglia rosa.
per poi arrivare al 2017 dove il nostro Nibali con una discesa da manuale dal lato lombardo fece un impresa rimasta ancora calda nel cuore dei tifosi
ma veniamo a noi;partenza alle ore 9.30 dal centro di Bormio dove circa 3000 atleti hanno deciso di partecipare alle Re Stelvio sfidando sua maesta' dal lato lombardo;una salita di 21 km con 42 tornanti e una pendenza media del 7,3 %.
La sfida puo' essere fatta sia a piedi,sia con le E-bike e con le biciclette o da corsa o mtb.
io logicamente insieme ai miei compagni di squadra decidiamo di farla con la nostra amatissima bici da corsa.La giornata e' spettacolare e con la temperatura giusta,i primi tornanti e' un fiume di persone che salgono spedite con un solo obbiettivo:raggiungere la quota 2758  metri.
tra una chiacchera e l'altra si sale e sul percorso incontro il mio amico collega Emilio che ho coinvolto nell'avventura ma lui essendo un runner decide che lo Stelvio va fatto di corsa
concludera' la sua prova intorno alle 2 ore e mezza ma la sua soddisfazione a fine gara e' immensa.
La temperatura diventa frizzante ma il sole scalda e cosi piano piano il primo versante si sta per completare.
In cima non sembra neanche di essere sullo Stelvio ma in una grandissima piazza con migliaia di persone che a spicciolata arrivano e si riuniscono per celebrare l'impresa,io pero' insieme ai miei compagni di bici non ci accontentiamo e vogliamo fare anche il versante opposto,quello da Prato dello Stelvio,il piu' duro.
una salita di 25 km con 48 tornanti e una pendenza media del 7,4 % dove gli ultimi chilometri sono micidiali con una costante del 9%.
Prima pero' si scende e decidiamo di buttarci in picchiata dal lato svizzero:l'Umbrailpass.
una discesa di 15 km molto tecnica e veloce che ci permette di raggiungere Santa maria per poi compiere un anello e arrivare dopo una ventina di chilometri a Prato dello Stelvio.
Sono circa le 13 e il caldo sulle prime rampe si fa sentire,saliamo ma ognuno con il suo passo qui e' una sfida con te stesso e non puoi azzardare di fare il brillante perche' rischi di pagare un costo salato piu' avanti.
il ghiacciaio dell'Ortles e' immenso e l'aria rarefatta comincia a sentirsi
ma non si molla perche' la vetta e' sempre piu' vicina e l'impresa si sta completando.
all'ultimo tornante mi fermo per fare una foto dall'alto e vedere cosa ho completato
impresa compiuta e la discesa verso Bormio e' puro godimento perche' anche questo passo che mi mancava l'ho portato a casa.
Anche questa volta torno a casa con un'emozione indescrivibile e insieme ai miei compagni di viaggio Claudio,Graziano e Jack attraverso i racconti davanti ad una birra prendiamo coscienza che anche questo e' fatto.
Ora il pensiero va alla prossima impresa che sto gia' preparando per il mese d'agosto ma non vi svelo ancora cosa mi frulla nella testa.



lunedì 9 luglio 2018

SUA MAESTÀ RE STELVIO ABDICA AL MAKAKOTEAM


Grande impresa dei Makaki che tra sabato e domenica decidono di domare la salita per eccellenza:Lo Stelvio

l Passo dello Stelvio ha un altitudine 2.758 m s.l.m. e collega - solo durante la stagione estiva - Lombardia, Svizzera e Alto Adige, attraverso la strada carrozzabile più alta d'Europa.
La strada per il passo Stelvio è immersa in un parco naturale, in una zona intrisa di storia.
La storia della Prima Guerra Mondiale, con le trincee e i molti resti militari, che testimoniano un periodo triste e duro della storia e - in secondo luogo - quella della bicicletta, con le imprese epiche durante le tappe del Giro d'Italia.
Con la bicicletta da corsa, le alternative per raggiungere il passo sono ben tre: dal versante altoatesino, con partenza da Prato allo Stelvio, dal versante lombardo, con partenza da Bormio o dal versante svizzero, con partenza da Santa Maria (in Val Monastero) affrontando il Passo Umbrail.
Il versante altoatesino è quello più duro. La partenza è da Prato allo Stelvio (918 m s.l.m.) e si sale per 25 km, con pendenze sempre crescente.
I primi 8 km di salita sono i più pedalabili con una pendenze media attorno al 5%. Poi, dopo un falsopiano, si iniziano i 48 tornanti, con pendenze medie un poco più impegnative (8%). Superando Trafoi, le pendenze diventano più importanti, ma il panorama sul monte Ortles aiuta a non sentire la fatica. La parte conclusiva della salita è molto regolare, ma i tornanti si susseguono e lo sforzo richiesto è massimo.
I tornanti sono tutti numerati a ritroso, per far capire quanto manca alla cima.
La pendenza media della salita è del 7,4%, la pendenza massima è dell'11% per un dislivello complessivo che supera i 1800 m.
In dettaglio:
  • Lunghezza: 25 km
  • Tornanti: 48
  • Altitudine partenza: 918 m
  • Altitudine arrivo: 2758 m
  • Dislivello: 1842 m
  • Pendenza: 7,2% (Max 14%)
  •  La salita dal versante lombardo parte da Bormio (1.225 m s.l.m) ed è lunga 21 km.
    La pendenza della salita parte subito impegnativa con tratti in cui si può riprendere fiato. Dopo circa 8 km si trovano una serie di piccole gallerie - sempre ben illuminate anche di giorno - e a seguire la parte con pendenze più impegnative (fino al 14%). Si raggiunge così la parte centrale della salita al passo dello Stelvio, dove con una serie di tornanti si guadagna rapidamente dislivello.
    Dopo 15 km si raggiunge un tratto di circa un chilometro, con pendenza moderate, da cui si comincia a intravedere la sommità della salita. Gli ultimi 4 km sono i più duri ed impegnativi, con pendenze sopra l'8%.
    La pendenza media della salita è del 7,3%, quella massima del 14% (tra il km 10 e il km 11), per un dislivello complessivo che supera i 1500 m.
    In dettaglio:
  • Lunghezza: 21,5 km
  • Tornanti: 42
  • Altitudine partenza: 1215 m
  • Altitudine arrivo: 2758 m
  • Dislivello: 1533 m
  • Pendenza: 7,1% (Max 11%)




100 km con 3500 metri di dislivello affrontato prima da Bormio e poi da Prato scendendo dall’Umbrailpass.




Arrivare in cima per ben due volte premia tutti e lo spettacolo dall’alto è emozionante
Un grande applauso va a Silvia,Calogero,Vincenzo,Simone,Massimo e Michelangelo per l’impresa del sabato e a seguire la domenica a Mirko,Claudio,Jack e Graziano al battesimo dei passi alpini