MAKAKOTEAM

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martedì 30 maggio 2017

DOMENICA 18 GIUGNO:IL LUPO CI STA CHIAMANDO

Una maglia solo per voi: only real cyclists. Un pezzo unico, esclusivo di chi il 18 giugno sarà al via della 23. Sportful Dolomiti Race di Feltre.
L’azienda Sportful e il Pedale Feltrino organizzatore della gran fondo hanno voluto premiare in questo modo la vostra fatica.
La maglia che troverete nel pacco gara non è un semplice “gadget”. E’ un prodotto pensato per la vostra impresa perché studiato proprio per scalare salite impervie in tutte le condizioni con il massimo del confort. Si tratta del modello BODY FIT PRO RACE usata dai prof del team Trek Segafredo e del Bahrain Merida pro cycling team proprio per le sue caratteristiche. La grafica di quella che avrete voi sarà però unica.
Una vera e propria maglia racing di qualità, innovativa ed esclusiva, studiata da Sportful nella galleria del vento. E’ il capo più aerodinamico prodotto dall’azienda, capace di asciugarsi con eccezionale rapidità in caso di pioggia o giornate umide, che poi in salita significa anche meno peso da portarsi dietro perché la maglia non rimane zuppa, quindi l’ideale pensando alle lunghe ascese delle Dolomiti. La spalla non ha cuciture fastidiose e ha il taglio vivo nella manica che garantisce confort e aerodinamicità. Il taglio della maglia è anatomico pensato per una posizione race. La Zip lunga è coperta anche per una questione di estetica ed eleganza, che non guastano mai. E poi ci sono le tre tasche esterne con rigorose dimensioni per i Pro.

LUNEDI 12 GIUGNO PIZZA ALLO SNOOPY

Buongiorno Makaki,
Prendete bene nota
LUNEDI’ 12 GIUGNO 2017 ORE 20.10
Ci troviamo ALLO SNOOPY di BOLLATE
con il solito trattamento di favore a noi riservato, e precisamente (pizza a scelta, bibita/birra media e caffè € 10) ed inoltre degusteremo i premi vinti nelle prime Gran Fondo (prosciutto, vino etc etc).
Chi non l’avesse ancora fatto, può ritirare la tessera e la divisa e I NUOVI CALZINI MAKAKOTEAM 2017.
Vi ricordo che è in corso l’asta dei premi vinti, relativa a 2 telai da strada, 1 da mtb ed una MTB da donna; si tratta di un’asta quindi il premio se l’aggiudica il miglior offerente VI POSSO GARANTIRE CHE RISCHIATE DI AGGIUDICARVI FAVOLOSI TELAI A PREZZI RIDICOLI, QUINDI MANDATEMI LE VOSTRE OFFERTE.
Durante la serata parleremo :
-          della GF dell’Aprica
-          della gara in salita che organizzeremo il 16 luglio con arrivo al Chiosco Valcava
-          e delle prossime super GF

VI ASPETTO NUMEROSI, E COME AL SOLITO E’ GRADITA LA PRESENZA DI MOGLI, FIDANZATE E FANS…..
Menateeeeeeeeeeeeeeeeeeee
Il presidente 

VENERDI 2 GIUGNO:RIFUGIO VENINI

Salve Makaki per venerdi visto la concomitanza della festa del 2 giugno il tram ha organizzato una bella tappa per prepararci al meglio alle salite di giugno.
Rifugio Venini: 
Partenza anticipata alle 6:30 dal capolinea per permetterci di pedalare al fresco e arrivare a casa ad un orario decente.
Arrivo a Como dove inizieremo l'avvicinamento verso la salita di Schignano,meno trafficata e piu' dolce rispetto a quella di Argegno.
Giunti al bivio saliremo per San fedele D'intelvi per immeterci a sinistra per la salita di Pigra.
a segnaletica non è che sia molto buona...ma il GPS mi dice che sono sulla retta via. La stradina comincia a salire senza però presentare particolari difficoltà. Si arriva dapprima a Lura per poi scendere leggermente fino a Blessagno e risalire nuovamente, sempre con pendenze modeste, fino a Pigra. Davvero una bella stradina tranquilla a mezzacosta nel bosco. Nonostante la vegetazione, per alcuni istanti è già possibile ammirare alla propria destra il sottostante lago di Como.
A Pigra (875m) si svolta a sinistra in direzione Alpe Colonno. Le pendenze si fanno a questo punto impegnative: siamo costantemente attorno al 9-10%, e questo per un tratto lungo circa 4.5 km. La strada è piuttosto stretta ed il fondo relativamente dissestato ma comunque non disastrato. La pace è rotta solamente dal passaggio di qualche automobile e moto. Finalmente la strada spiana ed il bosco si apre in prossimità dell'Alpe Colonno (1322m).Riprendo a pedalare tranquillamente verso il rifugio Boffalora: breve discesa fino ai 1250 metri e si raggiunge poco dopo un bivio. Svoltando a destra si comincia l'ultima e piuttosto impegnativa parte di salita. Si tratta veramente di una cavalcata esaltante lungo questa minuscola stradina disegnata su una delle cime che sovrastano il lago di Como. Si devono affrontare alcune canaline di scolo piuttosto fastidiose (e lo saranno soprattutto in discesa) ma lo spettacolo è veramente notevole. A breve si aprono nuovamente meravigliosi scorci panoramici con vista a strapiombo sul Lario. Verso il finale la strada diventa dapprima cementata e abbastanza ondulata prima di spianare e lasciare posto ad uno sterrato non proprio pedalabilissimo...si tratta comunque dei 300 metri finali di questa grandiosa salita che portano al Rifugio Venini, quota 1576m.
un gran bel giro con tanta salita,pensate che l'ascesa e' di circa 30 km con un dislivello importante 
si aggira intorno ai 2600mt
Attenzione poi alla discesa insidiosa per poi arrivare ad Argegno dopo un toboga di altrettanti 30 km
L'arrivo e' previsto per le 13 a casa
INFO UTILI
PARTENZA UFFICIALE ORE 6.30 CAPOLINEA
CHILOMETRI 165 circa
DISLIVELLO 2600 mt
vi aspetto
 
  

domenica 28 maggio 2017

L'INIZIO DELLA FINE

Nella giornata conclusiva del giro d'Italia dove ha trionfato un combattivo Doumalin i nostri makaki non si sono fatti mancare nulla.
Qualcuno ha deciso di passare la giornata sulle strade del giro
Il nostro prossimo papà Mose' ai nastri di partenza della cronometro
Da segnalare comunque un anticipo di week end con Cesare a fare selfie con animali strani
La coppia Lepre-Gallo prova la Gavia Mortirolo in vista del 25 giugno
Il vaporetto ormai sempre più' agguerrito sbanca la Valsassina
Io insieme a qualche reduce decidiamo di spianare la Nesso
Gianni per paura di tornare a casa tardi taglia e si fa Brunate e Civiglio
Continua la preparazione di Ivan in vista della Milano-Sanremo
Il nostro Rossetti in mancanza della Granfondo va a vincere a Voghera
E poi che dire il gruppo Igno sempre più' Igno svetta sui passi svizzeri del Maloia,julierpass e abulapass
Ormai siamo un gruppo di ciclisti che va oltre ogni ostacolo
E anche in tutte le parti d'Italia
E non solo la bici ci appaga anche la corsa con il trionfo personale del nostro Gufo Casati che porta a termine la mitica 100 km del Passatore in 11 ore
Very compliments
E adesso pronti per il ponte del 2 giugno dove si avranno altre sorprese,














mercoledì 24 maggio 2017

DOMENICA 28 MAGGIO:LA NESSO

Buongiorno makaki,domenica visto la partenza della cronometro del giro d'italia da Monza preferiamo spostarci e buttarci nella zona comasca.
Direzione Colma da Nesso.
La salita alla Colma di Sormano da Nesso, conosciuta come la Nesso, è la salita più impegnativa del triangolo lariano. Una salita con pendenza media intorno al 6.6% che non deve trarre in inganno,infatti a circa 2/3 di salita abbiamo un tratto pianeggiante in prossimità del Pian del Tivano che ammorbidisce le pendenze di una salita impegnativa. In realtà le pendenze non scendono quasi mai sotto l'8/9%.
La partenza è posto a Nesso, un piccolo paesino sulla sponda occidentale del triangolo lariano.In prossimità del paese troveremo una deviazione con le indicazioni per Piani di Nessi, Sormano, Pian del Tivano.
 La prima parte della salita presenta pendenze sempre intorno all'8%, tuttavia il continuo susseguirsi di tornanti ci permette di rifiatare in molteplici punti.
 Superato questo tratto di salita  le pendenze non diminuiscono,ma invece dei molteplici tornanti abbiamo un continuo susseguirsi di continue curve contro curve, dove il maggiore problema è la larghezza della strada, sempre meno larga e con curve cieche e pericolose soprattutto in discesa. Tuttavia questa strada è un piccolo gioello, infatti in prossimità di Zelbio passeremo su alcuni ponti di pietra,molto caratteristici.
 A Zelbio avremo un punto impegnativi di poche decine di metri,ma con pendenze intorno al 12%. E visto che avremo già percorso 7km, la stanchezza in questo frangente si farà sentire e la salita è ancora lunga.
 Gli ultimi 2km sono anche essi duri e impegnativi, con pendenze sempre intorno al 9/10%, sino a raggiungere la Colma in prossimità dell'osservatorio panoramico.
poi mantellina e picchiata fino ad Asso
per prendere la via di casa passando da Giussano.

INFO UTILI
PARTENZA ORE 7.30 CAPOLINEA
PARTENZA UFFICIALE ORE 7.45 AS HOTEL VAREDO
PER I MONZESI VI CONSIGLIO PARTENZA ORE 7:00 VILLA
CHILOMETRI 118
DISLIVELLO 1700
ARRIVO PREVISTO ORE 12:45

domenica 21 maggio 2017

SULLE STRADE DEI CAMPIONI

Weekend di grande ciclismo per i nostri makaki che hanno voluto mettersi alla prova sulle strade più famose.
Il nostro Cesare prova il finale della tappa del giro d'Italia appena transitata sul Selvino
Francesco e Franco alla Nove Colli
La coppia Umberto e Roberta Ad allenarsi in altura.
Un ottima uscita di dislivello per Jack e Ivan
Gli amici Igno sul colle delle finestre ancora innevato
Il tram in Valcava con lo sponsor Angelo
Il giro del demonio consacra altri brevettati
E ora settimana all'insegna del bel tempo in attesa di. Domenica dove ho già in servo la salita della Nesso.








giovedì 18 maggio 2017

E SI CONTINUA A ........

Perchè noi siamo fatti così. Ci deve sempre scappare il morto. Ma non un morto qualunque sia chiaro, quelli bastano pochi minuti per dimenticarli, ce ne vuole uno illustre, di quelli famosi.

Ci vuole un Michele Scarponi, morto il 22 Aprile. Ci vuole un Nicky Hayden, ricoverato – mentre scrivo – in gravissime condizioni.

E non importa se fino alla sera prima non sapevamo nemmeno chi fosse Michele Scarponi, da un giorno all’altro è tutto un “ciao Michele, grande campione” e cose così, che mi fanno incazzare così tanto che mi vien voglia di spegnere tutto e andare via, fare altro.

E invece no, poi rimango lì a leggere tutto perché io lo voglio davvero capire perché siamo delle teste di cazzo così grandi.

Tutti su facebook a condividere la notizia indignati al grido di: “ora basta, è ora di fare qualcosa!”.

Ma l’unica cosa che sappiamo fare è quell’assurdo gioco delle parti. Faide contro gli automobilisti che non rispettano le distanze, che a loro volta danno dei coglioni ai ciclisti perché non sanno stare in strada, e insomma, avete capito benissimo di cosa parlo.

Siamo maestri quando si tratta di insultare a distanza di monitor. Ma forse non ci rendiamo conto che siamo le stesse persone che un giorno si allenano in bici e l’altro guidano un’auto.

E non neghiamolo dai. L’occhio al cellulare mentre guidiamo lo buttiamo sempre. TUTTI.

Siamo il popolo di quelli che se vedono attraversare qualcuno sulle strisce (SE lo vedono) non si ferma e anzi accelera per non fermarsi, perché si perde troppo tempo e siamo in ritardo e non si può mica perder 10 secondi.

Siamo il popolo che quando attraversa sulle strisce ringrazia con la mano,come a dire “grazie, mi hai salvato la vita” quando da ringraziare non ci sarebbe proprio niente, perché è così che dovrebbe funzionare.

Siamo il popolo che insegna ai bambini a non mettere casco e cinture, a sedersi in auto dove non dovrebbero, a tenerli in braccio quando piangono “così non lo sento più”.

Siamo il popolo che quando vede un ciclista “adesso gli passo a filo così impara a stare in strada” non rendendosi nemmeno conto che sta giocando con la vita di un’altra persona.

Perché noi siamo furbi, e a noi non ci frega nessuno.

Ha ragione Nibali a incazzarsi e scrivere “Minchia ma lo capite che siamo la parte più debole in strada! In gioco c’è la vita!! Forza #HaydenNicky”

Dovremmo incazzarci tutti, con noi stessi per primi.Perché non sappiamo educare ed educarci, perché non siamo capaci di trasmettere ai nostri figli il benché minimo concetto di educazione civica.

Non rispettiamo nessuno ma esigiamo il rispetto più totale. “Che inizino prima loro a rispettarci, poi vediamo!”. Ecco, questo sappiamo dire.

Io mi sono rotto di sentire ogni giorno notizie così. Di sapere che nel silenzio più totale se ne vanno decine di persone ogni anno, centinaia anzi, investite e travolte da automobilisti più o meno capaci di intendere e di volere al momento dell’impatto.

Mi disturba essere un automobilista a volte distratto, mi disturba ammettere di essere un automobilista distratto. Si vive a tremila, sempre di corsa, sempre di fretta. No, non ci sono giustificazioni.

La domanda che ognuno si dovrebbe fare è: “se fossi un ciclista metterei la mia vita nelle mani di me stesso automobilista?”

E no, vi assicuro che non si cambia la vita di nessuno con una condivisione su facebook. La si cambia facendo qualcosa che forse facciamo sempre un po’ fatica a fare: rispettare le regole.

Educhiamo i nostri figli, facciamoli crescere con il senso del rispetto del prossimo e della sua vita. Altrimenti rimarremo sempre quello che siamo, un popolo di teste di cazzo.

mercoledì 17 maggio 2017

DOMENICA 21 MAGGIO LA VALCAVA CI ASPETTA

Il valico di Valcava è un passo stradale posto a 1340 m di altitudine, che mette in comunicazione la Valle San Martino (provincia di Lecco) con la Valle Imagna (provincia di Bergamo). Prende il nome dal paesino di Valcava, che si trova in prossimità del valico sul versante lecchese.
La strada del versante lecchese è nota agli appassionati di ciclismo per essere una delle salite più difficili della zona. Si parte al bivio a 1000metri più a valle di Torre de' Busi (435 m s.l.m.). A Torre de' Busi inizia la salita vera e propria, lunga circa 10 km e che valica un dislivello di circa 900 metri, per una pendenza media del 9%. Il valico è proprio accanto ai ripetitori televisivi; alcune centinaia di metri prima c'è il bivio per Valcava, che si raggiunge con una breve discesa.
Il tratto più difficile, ancora più duro perché arriva dopo diversi km di salita impegnativa (circa all'8%), è il "muro" che inizia a circa 4 km dal valico: subito dopo una curva a destra, la strada sale dritta per 250-300 metri con una pendenza del 18% (annunciata dal cartello stradale prima della curva), poi prosegue con pendenze meno estreme, ma sempre molto impegnative per circa 2.5 km, con altri tratti al 14% e al 17%, e oltre l'11% di media.
Questa salita è stata affrontata dal Giro di Lombardia dal 1986 al 1990, e il suo muro ha fatto "vittime" illustri tra cui Laurent Fignon, staccato da Gianbattista Baronchelli. Il record dell'ascesa, misurato a partire dal bivio circa 1 km a valle di Torre de' Busi, è stato stabilito da Ivan Gotti in circa 35'.
Perciò makaki non esitate e andiamo a trovare il nostro sponsor che ci aspetta al chiosco
Partiremo dalla Villa per immetterci nel parco per risalire da Villasanta.
Giunti a Oglinate inizieremo la metà ' della salita di Carenno per poi deviare a sinistra per Torre de Busi con dei mangia e bevi che ci porteranno all'attacco della salita.
Giunti al chiosco solito foto di gruppo e poi picchiata verso Caprino Bergamascoe ritorno dalla stessa strada da cui siamo arrivati
PARTENZA UFFICIOSA ORE 7.30 CAPOLINEA
PARTENZA UFFIACIALE ORE 8.00 VILLA
CHILOMETRI 120 CIRCA
DISLIVELLO 1800 MT
ARRIVO PREVISTO ORE 13
VI ASPETTIAMO

domenica 14 maggio 2017

1,2,3 MAKAKI GO!!

Un altro grande week end all'insegna del #makakopower in molte strade dell'Italia.
Il nostro Super Mario insieme al fedele Tucano impegnanti alla Colnago sul Garda.
Il randagio Biagio alle prese con chilometri illimitati
Il solito giro ignorante di Rino ad un passo dal San Marco(mancava 1 km allo scollinamento ma la neve l'ha fermato)
Il vaporetto fa veramente sul serio e sale sulla Nesso
La coppia Bartoli corre sulle strade di casa alla granfondo di Arezzo
Io insieme al pres e altri abbiamo sfidato la Valmara
E poi eccoli i granfondisti della gf Novara che su un terreno ostico,veloce e pericoloso hanno portato a casa la pelle e anche i risultati con il primo posto del solito Rossetti
E intanto qualcuno ha voluto strafare e ha ufficializzato il detto makako:"LO SPANCHINAMENTO"
Con il termine spanchina si indica colui che dopo il giro o durante si ferma e si appisola su una panchina per riprendere le forze,ad oggi il vero leade rimane il nostro KKK

Intanto c'è da segnalare due brutti episodi accaduti oggi:
La caduta del nostro Cesare senza conseguenze ma con bici distrutta,queste granfondo stanno diventando sempre più' pericolose, e il furto delle bici al pasta party della Colnago a dei nostri conoscenti.

Pronti adesso per il prossimo week end con la Nove Colli e molto probabilmente la prima Valcava ufficiale del MAKAKO
Fausto preparati...............................










giovedì 11 maggio 2017

LE PROSSIME VERE GRANFONDO

Buongiorno Makaki con il mesi di maggio e giugno si entra nel vivo delle vere granfondo.Ecco a voi un piccolo riassunto di cosa ci aspetta in questi week end
DOMENICA 7 MAGGIO:
GF FELICE GIMONDI
DOMENICA 14 MAGGIO
GF NOVARA E LA COLNAGO DESENZANO
DOMENICA 21 MAGGIO
LA NOVE COLLI
DOMENICA 11 GIUGNO
LA STELVIO SANTINI
DOMENICA 18 GIUGNO
LA SPORTFUL
DOMENICA 25 GIUGNO
LA GAVIA MORTIROLO

dei mesi intensi dove tanti makaki saranno presenti su queste strade per onorare al meglio gli impegni presi

Un grande classico, un successo che si rinnova di anno in anno come il miracolo del sangue di San Gennaro. Iscrizioni sold out da novembre scorso, in soli quattro minuti, record. Chi non ha mai fatto la Novecolli, deve riuscire a farla almeno una volta. Più che una granfondo una festa del ciclismo.
Ma attenzione: il percorso lungo è duro e insidioso. 205 km e 3840 metri di dislivello non sono pochi, sono numeri di tutto rispetto. Non si scherza.
Salite corte ma con strappi cattivi: il Barbotto tocca il 18% e l’ultimo, il Gorolo, il 17%. Rapporti agili e un buon allenamento. Non si improvvisa. Soste obbligate ai ristori se non avete ansie da “tempo”, sono fornitissimi.
Se siete agonisti, invece, attenzione ai primi 50 km, molto affollati e pieni di rotonde, per altro ben segnalate. Andare forte è rischioso e non sempre possibile. Paesaggi piacevoli, anche se non ai livelli delle Dolomiti. Organizzazione impeccabile e imponente. Ci fosse Fellini la farebbe anche lui.

6a edizione per una granfondo già diventata popolarissima. Percorso durissimo (151 km e 4.059 m. dsl) e arrivo in cima a sua maestà lo Stelvio. Mettere il traguardo di una granfondo in cima al passo più famoso d’Italia è già un’idea bellissima. Emozioni garantite.
Prima però dovrete fare il Mortirolo e da un versante praticamente inedito, da Tovo Sant’Agata, con l’ultimo tratto durissimo, in cemento. Forse eccessivo, a molti toccherà scendere dalla bici. Organizzazione buona (sia ristori, sia assistenza in gara). È possibile lasciare sacco con indumenti asciutti in cima allo Stelvio per cambiarsi dopo l’arrivo. Fondamentale per affrontare la discesa, con massima prudenza e tenendo sempre la destra, verso Bormio dove è previsto il Pasta Party.
Granfondo per scalatori puri, richiesta preparazione adeguata, per intenderci la stessa che serve per Sportful Dolomiti Race, La Marmotte e Ötztaler, le 3 più dure d’Europa. La Stelvio Santini ci si avvicina. E se va avanti così tra qualche anno sarà tra le prime.

Una delle tre granfondo più dure d’Europa. “Only real cyclists” recita il sito. E non tradisce. Un lungo di 204 km ma soprattutto con quasi 5.000 metri di dislivello. Salite lunghe e impegnative (4, di cui 3 attorno ai 20 km). Su tutte il terribile Manghen. Da affrontare con un alto livello di allenamento. Non adatta alle matricole insomma (non vi venga in mente di farla come vostra prima).
Paesaggi molto belli, soprattutto il già citato Manghen e il Rolle, nel cuore delle Dolomiti bellunesi. Organizzazione e ristori non sempre all’altezza, poca scelta negli alimenti e poca attenzione in alcuni punti pericolosi, vedi la lunga discesa dal Rolle.
Bellissima scoperta Feltre, luogo della partenza e dell’arrivo: borgo medioevale poco conosciuto tutto da vedere. Difficile, per non dire impossibile, trovare da dormire in loco (più ricettività nel raggio di 30 km). Se si cerca una sfida con se stessi (e non si è alle prime armi), è la granfondo giusta.

Se non avete mai fatto Gavia e Mortiroloè sicuramente il vostro giorno. Se vi sono indigeste le pendenze a doppia cifra, lasciate stare. Una granfondo nel segno di Marco Pantani (una volta si chiamava così).
Però attenzione: se il Gavia (17 km) è duro ma spettacolareil Mortirolo (12 km) è duro e basta. Anzi, spietato. Una salita che da sola fa la gara: pendenza media oltre il 10%, massima quasi 20%. E lo si affronta con 2000 m. di dislivello nelle gambe. Risparmiatevi dunque prima.
Una granfondo così lascia il segno e le tossine nei muscoli, anche più di quanto dicano i numeri (lungo da 175 km e 4500 m. dsl). Arrivate preparati e riposati dunque (e magari prendetevi il lunedì di ferie). Ma la bellezza del Gavia e il mito del Mortirolo la inseriscono nella top 7.
Unico neo, organizzazione non sempre all’altezza: pochi i ristori, e occhio alle discese, soprattutto quella della partenza dall’Aprica a Edolo (buche e strettoie).