MAKAKOTEAM

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domenica 18 marzo 2018

SOLO L'IRA DEL DEMONIO PUO' FERMARE MARIO E IL TRIDENTE

Ebbene si makaki questo e' il momento in cui il Demonio ha detto di tornare a casa ai nostri makaki.
Solo una sbarra ha interrotto la loro odissea tramata per tutta la settimana.
Il nostro amico Mario ormai celebre per le sue avventure e imprese ha voluto farci vivere attraverso il suo bel racconto questa edizione uno+uno del giro del demonio
"Questo demonio non volevo farlo , non ero interessato, ma alla Gravel paddy ho saputo che Max ha detto che sarebbe stata l’ultima edizione, quindi si è accesa dentro di me la voglia di esserci, per celebrare un evento alternativo come tutti gli eventi che organizza Max . Si era tra l’altro generata una bella corrente di concorrenti/partecipanti il clima di questi eventi è sempre molto particolare tra il gogliardico il solidale , nel senso che proprio è il contrario di quella che è una competizione, addirittura c’è meno agonismo in queste imprese che non nelle uscite di squadra.
Non faccio niente di particolare per prepararmi, l’unica cosa alla quale avrei tenuto partecipare in previsione del demonio era la randolario che aime anche lei è stata annullata per avverse condizioni meteo, già dal lunedì le previsioni erano funeste , io come sempre rimango concentrato e fiducioso che poi il diavolo ci avrebbe dato una mano , ma più ci si avvinava a sabato e più le previsioni peggioravano, piano piano la maggior parte di quelli che avevano dato per probabile la loro partecipazione davano forfait, io ho preso apposta un giorno di riposo dal lavoro, che arrivati al venerdì non era più possibile annullare . Al venerdì le previsioni ormai certe davano un meteo improponibile, tanto che anche Max mi scrive in privato ringraziandomi per il sostegno ma di stare tranquillamente a casa
Ci sentiamo con gli altri Rino Pozzi uomo delle nevi , e Luca Lamberti grande ignorante doc e dopo un attimo di sconforto decidiamo che comunque nulla sarebbe cambiato rispetto ai nostri propositi, quindi ci diamo appuntamento alle 6,20 a triuggio davanti all’oratorio.
Il sabato mattina mi sveglio alle 5 , 20 faccio una fugace colazione mi vesto con le cose che avevo meticolosamente preparato alla sera e parto con la macchina verso triuggio, quando esco scendeva una pioggerella leggera che era più umidità che acqua, mi dico se va così non è male , come entro sulla Milano Lecco viene giù il mondo, e comincio a pensare che sarà una lunga giornata, arrivato davanti all’oratorio di Triuggio c’è il cognato di Max ad attenderci col foglio delle firme , e di nuovo ci esorta a lasciare stare , ma arrivano altri fulminati disposti a tutto, abbigliati nei modi più impensabili per cercare di arginare l’acqua che da lì alle prossime 12 ore avremo preso
Nel frattempo apre il bar e facciamo una colazione intanto che mettiamo le firme sul foglio di partenza, alla fine credo si siano presentati in 12/15 arriva Max gli diamo subito l’obolo , perché tutte le manifestazioni che organizza Max sono a scopo di beneficenza, quindi ci vuole già dare i capellini che noi scaramanticamente rifiutiamo, lo prenderemo all’arrivo se avremo completato il giro, quindi ci accingiamo alle macchine per prendere le biciclette e partire, ma come metto il piede fuori dal bar il diavolo mi fa capire che è lui che comanda oggi e butta uno scroscio violento di acqua che ci consiglia di rientrare un momento nel bar , quindi ci facciamo coraggio e andiamo, selliamo i cavalli facciamo partire il garmin e partiamo, i primi 3 si erano già avviati da una decina di minuti e ci ritroviamo soli il Rino e Luca , un paio di indecisioni con la navigazione del garmin ma subito prendiamo la retta via , se non che mi accorgo di aver dimenticato la borraccia, l’avevo fatta con la bomba e l’ho lasciata sul tavolo della cucina, per fortuna il buon Laurenti mi offre una delle sue , quindi problema risolto .
Andiamo via con un passo lento, consapevoli che ci avrebbe atteso un lungo lavoro, in più con tutta quella pioggia che scendeva non era consigliabile tenere un passo più allegro, e anche sfruttare la scia non era possibile, quindi subito raggiungiamo canonica e da lì giriamo a sinistra per salire al monticello , si respira una bella atmosfera, l’alba sotto la pioggia, l’assenza di traffico , quella concentrazione che serve quando si sta facendo qualcosa di veramente impegnativo mi proiettano in una dimensione particolare, arrivati a monticello, c’è un frangente per attraversare la statale e scendere a missaglia che mi riporta alla realtà, traffico macchine in colonna gente frenetica, ma per fortuna dura un attimo, giunti a missaglia la pioggia non ci abbandona un attimo, ma neanche si alleggerisce continua a cadere incessantemente senza mai un attimo di tregua,
Fortunatamente fino a quel momento l’abbigliamento che ho scelto sembra fare il suo dovere per quello che è la mia soglia di sopportazione, mi danno fastidio gli occhiali che si appannano e non mi fanno vedere un cazzo , ma occhio non vede cuore non duole , da missaglia saliamo al lissolo attraverso una interessante deviazione che non avevo mai fatto, chiaramente con pendenze a due cifre, nel salire al lissolo ci ricongiungiamo con i tre che erano partiti prima di noi , e senza dirci una parola decidiamo di stare in compagnia, sempre meglio sia per questioni di percorso che di eventuali inconvenienti, giunti sul lissolo ci infiliamo nel temibile sterrato che congiunge il Lissolo a montevecchia, devo dire in buone condizioni nonostante la pioggia, arrivati a montevecchia scendiamo per la strada principale sulla statale per risalire nuovamente attraverso la via Belsedere, dove il demonio comincia a farsi sentire, fatta la belsedere altro tratto di sterrato per scendere nel parco del curone e da qui ritornare sul lissolo, siamo scesi a Santamaria hoe e da lì siamo andati a prendere la salita di Giovenzana, sotto una pioggia ininterrotta, arriviamo in cima a questa ulteriore salita, mi accorgo che il garmin quando piove non mi registra il dislivello, chissenefrega , era solo per distogliere un po’ la testa da altre cose , arrivati a Giovenzana decidiamo di fermarci al bar in cima per prendere un caffè , e forse questo è stato uno sbaglio, perché poi la ripartenza in discesa rende tutto veramente complicato, ma non ci scoraggiamo e procediamo determinati , scendiamo a Castello e da lì prendiamo lo strappo dell’alpino per raggiungere galbiate , scendiamo verso pusiano e li si presenta un problema serio, sulla ripida discesa che ci congiunge con la statale che collega Erba con la superstrada Luca finisce , finisce letteralmente le pastiglie dei freni e finisce a terra , fortunatamente senza conseguenze ma questo inconveniente gli fa pensare di abbandonare, giustamente come è possibile procedere senza freni , ma ci ricordiamo che prima di Canzo c’è un ciclista, è sulla strada e quindi decidiamo di procedere, tanto è tutta salita, arrivati al negozio attraverso la salita di eupilio, entriamo nel negozio e in un 20 minuti ci rimette in condizioni di proseguire, mentre stiamo per partire ci raggiunge Max che ci informa di essere stato a San primo è che a San primo sta nevicando, quindi ci dice di non fare il Superghisallo e salire diretti al Ghisallo, in cuor mio quella è la dichiarazione di resa , o faccio il giro completo o è una mezza cosa , tuttavia se l’organizzazione prevede per motivi di sicurezza una deviazione bisogna attenersi, scendiamo dalla onno e andiamo a prendere il Ghisallo da bellagio, vuoi per il taglio del Superghisallo, vuoi per le interruzioni, vuoi per la quantità di acqua che ormai da 6 ore stiamo prendendo l’idea di tagliare non mi dispiace poi tanto, il diavolo mi prende l’anima il bastardo mi tenta mi accarezza mi mostra come sempre la via più facile e io che sono un peccatore la prendo al volo , arrivati al Ghisallo ci fermiamo nel bar circolare che c’è in cima e facciamo praticamente un accampamento, ci mangiamo 3 polente col cinghiale ci raggiunge Max che ci dice che la Colma non è fattibile quindi decidiamo di rientrare direttamente dalla via più rapida, giunti a giussano decidiamo di non farci mancare la salita principe del demonio, L’ORLANDA che allegramente affrontiamo come se non ci fosse un domani , e raggiungiamo triuggio e la gloria, per la verità una mezza gloria questo giro lo ha vinto lui ma non importa è stata una bella giornata vissuta pedalando che poi è quello che ci accomuna, ci siamo fatti 3 birrazze abbiamo ritirato i cappellini e siamo tornati a casa , addios

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