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domenica 2 agosto 2015

LA NUOVA FOCUS CAYO 6.0 MIX ULTEGRA







Con questa bici Focus punta ad aggredire il mercato italiano con un mezzo, proposto in tre versioni, dall’ottimo rapporto qualità/prezzo/prestazioni e che, nonostante sulla carta non sia il vero top di gamma, viene usato anche dai ciclisti professionisti del team Acqua e Sapone. Si può volere di più? (continua..)
 La geometria è racing, non esasperata, ma comunque votata all’agonismo, di stampo europeo. Gli angoli sono moderni: tubo verticale non troppo sdraiato, sterzo nella media, rake forcella di 43 mm. In due parole, bici votata al passo, con buona aerodinamica, soprattutto brillante nelle ripartente grazie alla minore lunghezza dei foderi bassi di 405 mm. Il tutto, “condito” dalla fibra di carbonio unidirezionale (detta anche Ud). La più leggera e resistente (rigida) a parità di peso se comparata alle altre tipologie. Scelta, ma questa è solo un’opinione personale, azzeccata anche dal punto di vista estetico, almeno in questa versione naked, non verniciata. Totalmente nuovo, invece, è il disegno delle tubazioni che non quasi più nulla da condividere con il “vecchio” Cayo, che è comunque ancora in gamma e rappresenta un’alternativa convenientissima della versione Evo. 
E' l'ultima arrivata.Bici montata con ultegra10 v e fulcrum 1 Way fit.
Peso intorno ai 7,5 kg ma se cambiamo sella e reggisella possiamo arrivare ad un peso veramente interessante.
Mi sono permesso di testarla nella Brianza che conta.Sul Colle le impressioni sono buone e la sua semi  rigidita' ti permette di salire di rapporto senza soffrire.Sulla discesa nervosa e' molto guidabile e ti permette di impostare ottime traiettorie.Veniamo al punto....Sul Lissolo il suo peso e la sua semplicita' ti permettono di salire senza soffrire troppo e sopratutto la scelta di montare un 12x28 permette di salire senza spezzare le gambe.
In pianura la velocita' si raggiunge gradualmente e la combinazione 52x12 ti permette di raggungere i 45 kmh senza andare troppo su di giri.
Quindi che dire anche i tedeschi sanno fare le bici e sopratutto grazie a Davide Belletti per la sua pazienzae accuratezza nell'assemblare un ottimo mezzo con un compromesso di qualita' e risparmio.