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venerdì 14 agosto 2015

LA CONQUISTA CAMUNA......


Quello del Vivione, in Valcamonica, è uno di quei Passi che prima o poi tutti, ciclisti, motociclisti, escursionisti, desiderano scalare. Sarà che la strada sale quasi interamente all’ombra del bosco, sarà per la sua lunghezza,  per i borghi antichi che si attraversano, per le cascate, i ruscelli, la pace che dicono si respiri qui (sic!); insomma, ci sono tante ragioni che lo rendono speciale e lo contraddistinguono dagli altri … e la curiosità è davvero tanta!
Partiamo da Breno alle 8.30 per raggiungere il nostro amico Luca Bianchi che ci fara' gli onori di casa.
Caffe' e dopo 18 km imbocchiamo la prima salita del giorno:Passo del Vivione
I 20 km di salita da Forno Allione al Passo sono molto suggestivi e, quando il traffico cessa e il rombo dei motori si allontana, possiamo pedalare nel bosco silenzioso ascoltando il gorgogliare dell'acqua del torrente e delle cascatelle. Per i primi 15 km la strada si snoda con pendenze tra il 6 e l'8%, quindi non particolarmente impegnativi, fino ad un pianoro, dopo il quale la salita diventa costantemente severa e il bosco più rado. Superiamo il ponte su un impetuoso torrente; la pendenza è cattiva, con tratti al 13%, ma mi distraggo guardando una bella cascata. Procediamo in costa con pendenza sempre dura e continua; la strada è tagliata nella roccia, sulla sinistra c'è il burrone e si gode una bella vista retrospettiva sulla Val Paisco. All'improvviso sbuchiamo in una grande sella di prati e boschetti, ma la pendenza non accenna ad attenuarsi e si mantiene bella tosta fino a poche centinaia di metri dal rifugio. L'ambiente qui è selvaggio, con cime aspre e ampi valloni che discendono verso il valico.
Certo che fare questa ascesa in un giorno feriale ci permette di gustare il tragitto senza auto e moto.

Arrivati in cima abbiamo il tempo per fare le nostre di foto di rito per piombarci nella discesa molto tecnica verso Schilpario.
Uno scroscio improvviso non ci permette di gustare la discesa anzi ci fa rabbrividire e giunti in paese abbiamo la pelle d'oca.
La salita verso il Passo della Presolana e' molto cattiva e presenta tratti veramente duti con picchi al 15%.9 km belli tosti che ci portano in cima al Passo

Tempo di celebrare la foto dell'ormai gruppo famoso Quelli del baretto.....e poi giu' in picchiata verso l'ultima ascesa inedita:Croce Di Salven
Sette chilometri non particolarmente impegnativi, belli dal punto di vista paesaggistico e soprattutto tranquilli che ci portano nell'abitato di Borno.
Da li iniziamo una discesa lunghissima e molto veloce verso Breno per raggiungere l'auto per ritornare a casa.
Il nostro anello ci fa portarea casa circa 100 km con ben 2500 mt di dislivello.....direi tanta roba.
Dal vostro inviato

Favatar79