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mercoledì 24 giugno 2015

CONSIGLI DI UN GRANFONDISTA PER AFFRONTARE LA CAMPIONISSIMO





Eccoci qua,mancano pochi giorni alla granfondo piu' dura del circuito Lombardia.
Mi piacerebbe darvi alcuni consigli o meglio dritte per affrontare questa faticata.
La partenza sara' verso le 8 e le temperature all'Aprica sono abbastanza frizzanti.
il primo consiglio e'
1-Mettere una mantellina
2-Procurarsi una tuta da imbianchino usa e getta
La discesa verso Edolo e' abbastanza complicata
e con la nuova formula di partenze intelligenti potrebbe risultare piu' fluida;pero' massima attenzione in quanto in certi punti la strada restringe e poi si allarga,non e' li che si guadagnano posizioni.
Giunti a Edolo coonviene svestirsi e cominciare ad affrontare il lungo falsopiano che porta a Ponte di Legno con il proprio passo senza uscire troppo fuori soglia(la pagherai dopo)
Ad Apollonia comincia l'ascesa del primo Mostro della giornata il Gavia:18 km di salita
Il passo Gavia  una salita leggendaria, scoperta da Vincenzo Torriani che decise di asfaltarla e di inserirla nel Giro d?Italia nel 1960, con non pochi problemi. Infatti, data l'altitudine, e' facile trovare neve e freddo anche nei mesi piu' caldi , il tempo cambia velocemente e bisogna tenerne conto tanto quanto la durezza della salita.

Lasciando la ss42 per il Tonale, ci troviamo ad affrontare un tratto in discesa seguito da un altro in falso piano; la strada é larga e ben curata e si pedala senza troppi problemi fino al paesino di Sant' Apollonia. Da qui parte la vera salita: superata la sbarra, la strada si stringe di parecchio, le pendenze aumentano di botto arrivando a sfiorare il 16% e il paesaggio si fa sempre più bello, così per circa 3 chilometri.

Ci troviamo ora nella vallata. Qui d'estate fa veramente caldo, le pendenze sono costanti sul 10%, le borracce non sono mai abbastanza e si aspettano uno dopo l'altro i tornanti per tirare il fiato qualche secondo.

Intorno al Km 14,8  forse l'ostacolo più duro, una galleria lunga 200-300 metri non illuminata, con una curva a gomito che non ti permette di vedere l'uscita. Come se non bastasse, le pendenze rimango sull'11%! è indispensabile avere una luce posteriore ma soprattutto anteriore.

Superata questa asperità, ci rimangono ancora più di 3 chilometri da percorrere con una pendenza che non scende mai sotto il 9%, ma ormai ci siamo: la cima comincia a vedersi e le gambe ritrovano un più di vivacità, anche questa eè fatta!
Proseguendo, superato il lago si arriva dopo una lunga discesa prima a Santa Caterina e poi a Bormio, Il Gavia non presenta tratti massacranti come il Mortirolo, ma la lunghezza e la pendenza costante sempre alta ne fanno una salita ardua da domare.

La discesa e' lunga e' molto sconnessa attenzione alle macchine che salgono e alle curve.
Giunti a santa Caterina il consiglio che vi do' e' trovare un gruppo e stare a ruota senza mai uscire al vento.Il tratto e' veloce e' induce a spingere non fatevi prendere dalla smania perche' il Mortirolo non perdona.

Si può dire che il Mortirolo dal versante di Mazzo di Valtellina è la salita più ambita da tutti gli appassionati di ciclismo: raggiungere la vetta, magari senza mettere il piede a terra, sarà una bella impresa e un'emozione indescrivibile.

Questa salita, considerata da tanti la più dura d'Europa, è stata inserita nel Giro d'Italia nel 1991, ma diventa famosa quando Marco Pantani nel 1994, da sconosciuto, stacco' tutti e vinse la tappa Merano-Aprica, entrando di prepotenza nella storia dei migliori scalatori di sempre.

La salita è tostissima, quasi tutta immersa nel bosco, 12,5 km con pendenza media di oltre il 10% e punte che arrivano a toccare il 20%, con la particolarità di avere cartelli di legno indicanti le varie piccole localitaì raggiunte e la loro altezza sul livello del mare.

Nei primi 3 chilometri fino alla Chiesetta di San Matteo le pendenze sono sempre intorno al 10%, poi cominciano 6 chilometri da incubo che non finiscono mai.
Al Km 4 ci troviamo davanti un muro al 20% che finisce in prossimità della località Termen, poi le pendenze danno tregua nel tratto Pantani, ma ci attendono 400 m che variano dal 16% al 20% che sono senza dubbio la parte più dura di tutta l'ascesa.
Le pendenze continuano a rimanere toste, ma arrivati alla località Cuscisc finalmente si riesce a recuperare un po' di fiato perchè ci attendono 2 chilometri dove le pendenze non scendono mai sotto il 10%.
Al Km 8 troviamo il monumento dedicato a Pantani, con faccia scavata e provata dalla fatica: uno dei punti più emozionanti. L'adrenalina ti regala un po' di energia extra grazie al grandissimo campione.
Al km 9 le pendenze si calmano ma ci aspettano ancora due tratti al 15% che possono fare molto male. Passati questi ultimi, finalmente ci si trova davanti l'ultimo chilometro, si esce fuori dal bosco e ci si trova circondati dai prati e dalle scritte per i ciclisti passati al Giro d�Italia.

Chi avesse ancora energie piu' tentare lo sprint finale fino al tanto sognato cartello Passo del Mortirolo.
Per domare questa terrificante ma bellissima salita bisogna avere un bell'allenamento, grande resistenza e parecchi chilometri nelle gambe, ma più che altro non bisogna strafare nei primi 3 chilometri perchè poi le pendenze diventano davvero proibitive.
Giunti in cima l'agonia non e' fintita perche' afrronteremo un coninuo toboga che ci portra' all'altezza di Trivigno dove da li finalmente scenderemo verso l'amatissima Aprica.

Per i mediofondisti sara' finita mentre per i granfondisti si continuera' e si scendera' dall'opposto versante dell'Aprica per andare a prendere il Santa Cristina.
Salita meno famosa (e anche meno dura!) del Mortirolo, ma che entra a far parte di diritto delle salite che hanno fatto la storia del ciclismo quando venne affrontata nel 1994 e fece conoscere a tutti le doti del pirata, Marco Pantani, che attacca e stacca un certo Miguel Indurain andando a vincere in solitario sul traguardo dell’Aprica.
Come detto non è il Mortirolo, ma siamo comunque alle prese con circa 7 km di salita ad oltre il 9% di pendeza media, quindi assolutamente non banale!

La salita è molto costante, non presenta picchi estremi, la pendenza massima è del 16% e la si incontra all’inizio, dopo circa 1,5 km, e perciò non si hanno a disposizione nemmeno dei tratti in cui poter prendere fiato, perché da qui in poi si prosegue sempre fra l’8 e l’11%, ma giunti all’ultimo chilometro si resta sempre sopra l’11% ! ! !

Poi si scendera' ancora all'Aprica.
CONSIGLI TECNICI
-Manicotti non possono mancare
-Mantellina per scendere dal Gavia fara' freddo
-Alla partenza se non si vuole perdere tempo una tuta da imbianchino va benissimo la butteremo poi a Edolo
-Acqua e soste ai ristori
presenti a meta' Gavia,sul Gavia,Prima del mortirolo e alla fine del mortirolo e santa cristina
-Alimentarsi sempre e occhio alla sera prima a non esagerare con Pizzocheri .
Spero di avervi dato delle dritte importanti