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domenica 19 marzo 2017

IL MIO GIRO DEL DEMONIO

Tutto è iniziato con un tarlo nel marzo 2016,i miei amici makaki avevano partecipato all'edizione zero di questa chiamiamola randone'definendola massacrante.
Ci ho pensato a lungo e quest'anno ho voluto esserci per provare questa emozione di impresa impossibile:190 km con un dislivello di 4500 con salite impossibili.
La settimana che mi porta all' avvicinamento di questo appuntamento e caratterizzata dalla partecipazione alla Randolario e pochi allenamenti per paura di strafare prima del Demonio.
Il mercoledì mi reco dal mio meccanico di fiducia Belletti per farmi montare un 34-28 in vista del mur di Sormano.
Eccoci al 18 marzo,sveglia alle 4:30,colazione solita con uova sode,spremuta e caffe' e direzione Triuggio.L'appuntamento con il resto della mia banda e' per le 6,e'ancora buio ma la voglia di partire e' tanta.Veniamo accolti dall'organizzatore Max per il foglio firme e partiamo con un solo obbiettivo:finire il giro del demonio e portare a casa il cappellino.
Con me ci sono i miei compagni di mille battaglie,Marietto,Claudio,Rino,Davide,Cesare e Luca che non voleva neanche venire:partiamo e grazie alla tecnologia ci affidiamo alla traccia dei nostri Garmin per seguire il percorso.
La mattina come sempre ha l'oro in bocca e vedere svegliarsi la  Brianza in un sabato di equinozio di primavera ha qualcosa di speciale,la fortuna di questa avventura e' che tutte le salite le conosco e so cosa ci attende,
La prima e' quella di via Belvedere a Montevecchia ma la scelta del 34 davanti mi fa passare indenne la rampa e ci fa avvicinare a Giovenzana.
Come sempre la salita di Giovenzana e' tosta,sopratutto l'ultimo pezzo ma nulla a confronto di cio'che ci aspetta.
Scendiamo belli compatti e affrontiamo la salita di Consonno,la citta' fantasma.
La temperatura comincia ha essere piu piacevole ma le prime salite cominciano a farsi sentire 
Ma oggi nulla ci può spaventare perche' il demonio in questo secolo e' riuscito e riesce a far strage degli sventurati figli di Adamo.
Per esorcizzare un demone ci vuole fatica e nonostante la debolezza dell'essere umano alla fine non ci arrenderemo e da temerari fieri e coraggiosi lo sconfiggeremo.
Dopo dei vari sali e scendi eccoci al primo stop a Eupilio per fare una colazione giusta per affrontare il top.

Eccoci per la foto con un angelo e un demone.
Piccoli messaggi ma nulla ci fermera'.
Ci avviciniamo alla Conca di Crezzo prima vera insidia del Gdd,gradoni al 25% ci mettono in serie difficolta' ma nessuno vuole arrendersi e si continua a salire con un grosso sforzo verso la madonnina.
Assaporiamo gia' la conquista ma l'ombra del mostro Muro si fa sempre minacciosa.
Prima pero' bisogna digerire il Ghisallo da San Primo
Ma il gruppo compatto sale senza paura 
Si scende verso Civenna per poi risalire ancora per il Ghisallo
Siamo a metà' dell'impresa e siamo ormai ai piedi del Muro,discesa verso Asso e al bivio si sale verso Caglio,il silenzio della mattina inoltrata e la tensione cominciano a farla da padrone.
Ascesa tranquilla ed eccoci al bivio piu' importante,qui si decidono le sorti.

 Il muro di Sormano, situato nel cosidetto triangolo lariano in provincia di Como, è entrato nella leggenda

 del ciclismo internazionale come una delle salite più impegnative del passato.

 Abbandonato per anni è stato riasfaltato. Chiuso al traffico, davvero lo si può definire la pista ciclabile più dura del mondo: una salita senza tregua, "semplicemente bestiale" come l'ha definita Ercole Baldini che nel 1962 ha stabilito il record di scalata con 9' e 40''.

 Ogni metro di  altitudine è segnalato sull'asfalto, ogni metro è un gradino che scandisce il tempo sino a  quota 1107 m, 

che vi posso assicurare non arriva mai, unica consolazione la salita è lunga "solo" 1,7 Km.

Il mostro e' dietro di me con le sue pendenze.
Lo attacco e i primi metri come sempre cominciano a far paura,ma con il passare dei numeri scritti sull'asfalto per segnalarti l'altidudine ti fanno abituare ma il muro e sempre il muro e a meta' il mio cuore viaggia a 197 bpm forse e' meglio rifiatare e mettere giu il piede.
Aime' il demonio mi sta esorcizzando ma una voglia matta di domarlo mi fa riprendere la salita e giungere in a Colma per sconfiggere il mostro
20 minuti di agonia ma ci siamo e al bar della Colma e' ora di reintegrarsi.
Ormai il piu' e fatto ma attenzione che  Brunate puo' far male ma tanto ormai il piu' e' fatto.
L'avvicinamento verso Como ci fa assaporare scorci di primavera inoltrata ma anche il gusto che il cappellino e' sempre piu'vicino.
Facciamo Brunate senza troppo strafare e in cima a Civiglio l'acqua della fontana pare una Perrier
Ci siamo quasi solo l'Orlanda furiosa ci puo' negare il sapore dell'impresa ma anche lei viene domata.
Ad accoglierci a Triuggio il nostro Max insieme ai suoi amici organizzatori per la conquista di questa edizione uno del giro del demonio,


Un emozione vissuta intensamente con grande passione.Alla fine tanti di noi sono rimasti segnati
"Ne ho fatte tante,il giro del demonio mi ha reso invincibile,nulla mi può fermare,lo temevo terribilmente,essere riuscito a scalare la Conca  e sopratutto il Muro con 3000 mt nelle gambe senza mettere giu' il piede mi ha dato un'energia incredibile"
Mario Bassi
"Se gli tiri forte la coda anche il demonio mette il piede a terra sul muro.Impossible si nothing,non credevo ma...se voglio posso essere più forte di lui"
Luca Lamberti
"Il diavolo fa le pentole ma i coperchi li fanno i makaki che sono gia' pronti per la prossima sfida"
Cesare Parolini
"All'inferno ci si diverte perche' sono tutti peccatori,in paradiso sono tutti buoni e non succede niente di che"
Davide Ferrari
"Il giro del demonio per me e' l'ignoranza piu' impossibile del ciclismo ma e' un emozione portarlo a termine "
Mirko Favata
"Il giro del demonio ti trasforma facendoti diventare un guerriero,nessuna salita ti farà piu' paura e ti fa diventare un animale forte e virile come un orso"
Anonimo

Alla prossima edizione




 













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