MAKAKOTEAM

Patterned Text Generator at TextSpace.net

sabato 22 agosto 2015

3 PASSI PIU' LUNGHI DELL'OBERALPASS............

Grande avventura per i nostri makaki ed ex:Favatar,Francesco&Anna,Jack,Rino,Maurizio Bike,Giancarlo e Claudio.
Per questo scorcio di fine agosto ci siamo regalati l'anello dei tre passi svizzeri:San Gottardo,Oberalpass e Passo di Lucomagno.
Partenza da Biasca e direzione Airolo dove imbocchiamo la salita.

La Parigi Roubaix delle Alpi: questa - in sintesi - la salita della Val Tremola che conduce al passo del San Gottardo. Un'esperienza insolita, pedalare in montagna sul pavè,  che non può mancare nel bagaglio di un salitomane: una strada spettacolare per la sua unicità, per il paesaggio e per la quasi totale assenza di traffico, deviato sulla vicina superstrada. Anche se alla sera avrete un po' di mal di schiena ricorderete per sempre questa salita...
La salita al Passo del Gottardo inizia ad Airolo, centro nevralgico del turismo (e del traffico...) ticinese, poichè qui si imbocca la galleria del Gottardo. Chi vuole salire al passo evitando il traforo invece può usufruire della nuova superstrada (costruita negli anni settanta) oppure percorrere la vecchia strada della Val Tremola: fortunatamente per noi ciclisti non tutti sanno che quest'ultima via è ancora perfettamente agibile ed in ottime condizioni. La strada carrozzabile fu iniziata nel 1819 ed ebbe un ruolo importante per lo scambio di merci con il centro Europa: il pavè con cui era originariamente lastricata la strada è stato a tratti sostituito dall'asfalto e dal cemento, soprattutto nel primo tratto dopo Airolo, ma fortunatamente gran parte della pavimentazione è rimasta, specie nella seconda parte dell'ascesa, con gli spettacolari tornanti della Val Tremola.
Partenza dunque dal centro di Airolo, facendo bene attenzione a non seguire le indicazioni in verde per la superstrada: un primo tratto piuttosto ripido ci porta ben presto all'uscita del paese, poi la pendenza si addolcisce notevolmente permettendo di godere di ottime viste sulla città ai nostri piedi. Al km. 2 incontriamo un primo  bivio per la superstrada che ignoriamo tenendo sempre la destra: ben presto incontriamo i primi tratti in pavè, talvolta frammisto all'asfalto: le nostre ruote cercano le esili lingue di asfalto per sfuggire alle terribili vibrazioni che il pavè trasmette al telaio, e la velocità si riduce sensibilmente.
Passiamo alcune costruzioni militari e giunti nei pressi del Motto Bartola (km. 5,4 mt. 1527) incrociamo nuovamente la superstrada: inizia qui la Val Tremola, come indicato dai cartelli, ed è sicuramente il tratto più spettacolare ed impegnativo della salita. Affrontiamo un lungo rettilineo prima di volgere decisamente ad ovest lungo una valle apparentemente invalicabile: comincia il pavè, regolare ed uniforme, in perfette condizioni di manutenzione, e dopo un ponticello ci apprestiamo ad affrontare una magnifica scalinata di tornanti  ravvicinati. La strada è un vero capolavoro di ingegneria, e percorrerla incute grandi sensazioni, quasi non si avvertono più le vibrazioni talmente siamo assorti nella nostra fatica: l'ascesa è solitaria, anche in pieno agosto rarissime sono le vetture che si avventurano lungo questa strada. In alto scorgiamo i viadotti della superstrada, ferite aperte nel fianco della montagna: noi proseguiamo invece lungo gli innumerevoli tornanti guadagnando rapidamente quota con pendenze regolari, anche se non mancano tratti decisamente impegnativi, come quello compreso tra i km. 8,8 e 9,3 dove la pendenza media è dell' 11 per cento.

Estremamente perfido l'ultimo rettilineo finale che conduce al passo, spesso battuto dal vento: giunti in vetta l'incanto della scalata solitaria svanisce ben presto, il traffico è caotico, opprimente, e non vale la pena spendere molto più del tempo necessario per rifocillarsi e per prepararsi alla discesa.






Si riparte direzione Oberalpass.
Salita non troppo dura caratterizzata dal passaggio del trenino rosso svizzero che la fa da padrone.

Giunti in cima il nostro contachilometri segna gia' 90 km e ci manca ancora il passo del Lucomagno.
 Sul versante settentrionale il percorso inizia a Disentis (1143m), storica località sul percorso stradale e ferroviario che collega Coira ed Andermatt attraverso il passo dell'Oberalp.
Si scende ad attraversare il ponte (1075m) sul Reno Anteriore e si inizia a salire ripidamente con tracciato tortuoso attraversando numerosi brevi gallerie in una stretta gola rocciosa.
Con pendenza moderata e due tornanti si raggiunge Curaglia (1332m), principale centro del Val Medel dove è ancora parlata la lingua ladina o romancia; si superano Platta (1389m) e Pardé (1399m), si attraversa una breve galleria e si superano Mulins (1422m), Catinauns (1427m), Fuorns, Acla (1477m) e Pardatsch Dado (1519m).
La salita ridiventa impegnativa con un breve tratto molto duro e dopo un ponte (1559m) supera Pardatsch Dadens e raggiunge St.Gions (1621m); poche centinaia di metri dopo la località la salita diventa dolce per lungo tratto nel Plaun da Neuls, poi ritorna impegnativa, soprattutto nel tratto dei due tornanti che conducono alla diga (1917m).
Si imbocca una semigalleria paravalanghe di quasi 2 Km lungo il versante meridionale del Lago di S.Maria; l'illuminazione e la respirazione sono garantite dalle ampie finestre aperte a valle; nella galleria a quota 1972m la pendenza si inverte e si scende moderatamente fino al passo.


La discesa verso Biasca e' un toboga di 40 km che nonostante le fatiche della giornata ci fa divertire portando le nostre bdc e gamba allo sfinimento
Ottimo giro e ottima compagnia da rifare ma sempre in questo periodo in quanto a quota 2000 faceva freschino.
un suggerimento ...portatevi da mangiare da casa perche' in Swiss costa una fucilata......